Le Black Stain

Le discromie dentali, che rappresentano uno dei principali nemici estetici del sorriso, si classificano in pigmentazioni estrinseche ed intrinseche.

  • Pigmentazioni estrinseche hanno uno sviluppo esclusivamente superficiale.I composti che vengono incorporati nella placca producono una macchia dovuta alla colorazione di base o all’interazione chimica con la superficie del dente.
    Queste macchie sono di solito associate alla presenza di colonie batteriche, a una scarsa igiene orale, all’uso di tabacco e suoi derivati, all’assunzione di alimenti o bevande fortemente coloranti (caffè, tè, vino rosso, salsa di soia, aceto balsamico, pomodoro, mirtilli, barbabietole, curry, cola), all’utilizzo di clorexidina o di farmaci e preparazioni antibiotiche contenenti sostanze metalliche (come solfuro di ferro, permanganato di potassio), o ancora di dentifrici a base di fluoruro stannoso o integratori contenenti elementi organici (ferro, potassio, magnesio, calcio, fosforo).
  • Pigmentazioni intrinseche che coinvolgono i tessuti duri del dente e si distinguono in:
    .discromie dentali primitive, che si manifestano a carico dello smalto e della dentina durante la loro formazione: amelogenesi imperfetta, dentinogenesi imperfetta, macchie da tetracicline, fluorosi o causate da un certo tipo di malattie metaboliche e sistemiche, come porfiria eritropoietica congenita, alcaptonuria, iperbilirubinemia congenita;
    .discromie dentali acquisite, determinate da cause esterne quali: invecchiamento, pigmentazioni da amalgama, traumi, insulti del dente deciduo, necrosi pulpare, cure endodontiche.

Le BLACK STAIN (BS) sono un particolare tipo di pigmentazione estrinseca. Esse furono descritte da Wilkins nel 2005 come macchie nere aventi un aspetto lineare e che presentano anche punti di incompleta coalescenza, caratteristici di tale pigmentazione, che raramente si estendono oltre il terzo cervicale della corona, ma che possono interessare anche la base dei solchi e delle fosse dentali.

La maggior parte degli studi relativi a questa discromia sono stati condotti nella popolazione pediatrica, in quanto è molto frequente in tali soggetti, nonostante possa presentarsi anche negli adulti. È stata inoltre dimostrata una pari prevalenza in entrambi i generi.

Nei soggetti giovani queste forme, a volte, tendono a regredire con lo sviluppo puberale e il passaggio all’età adulta.

Si riscontra una certa familiarità alla base di queste discromie, ma sembra che possa avvenire anche uno scambio diretto dei batteri cromogeni (effusioni) o indiretto, tramite utensili (spazzolini, posate). Una raccomandazione può essere quella di non lasciare gli spazzolini da denti a contatto e bagnati nello stesso contenitore. Il bagno, infatti, essendo un ambiente caldo-umido, rappresenta un habitat ottimale per la proliferazione batterica e fungina.

COME SI FORMANO LE BLACK STAIN?

Nel tempo si sono succedute diverse “leggende” intorno a questo innocuo fenomeno: funghetti, saliva acida ed altri fantasiosi racconti.

Le Black Stains sono il risultato della formazione di un composto chimico insolubile che, una volta prodotto, precipita sui denti pigmentandoli in modo indelebile e non asportabile con le normali procedure di igiene domiciliare del cavo orale.

In sostanza determinati batteri, detti batteri cromogeni 🦠, presenti nel nostro cavo orale, durante la loro vita producono sostanze a base di zolfo come il Solfuro di Idrogeno. Questo tende a legare in particolare con il Ferro, normalmente libero all’interno del cavo orale, formando il composto prima menzionato. Questo composto scuro, una volta formatosi, precipita come neve nera sui denti e qui si lega, prediligendo le zone più ruvide e nascoste. Tende poi a formare un orletto che segue solitamente il disegno della gengiva intorno al dente (zona maggiormente demineralizzata e quindi più porosa che facilita la ritenzione di questo composto), con un’ intensità cromatica variabile e sempre molto antiestetica.

L’elevata concentrazione di ferro disponibile è dovuta a disordini dell’omeostasi del ferro (che consistono nel sovraccarico di ferro nei tessuti e secrezioni e nella carenza di quello in circolo), causata anche da processi infiammatori.

In situazioni fisiologiche, la concentrazione di ferro disponibile nei tessuti e secrezioni è pari a 10-18 M e quindi molto lontana da quella necessaria alla replicazione batterica e alla conseguente formazione di solfuri ferrici responsabili delle BS. In situazioni patologiche, invece, il ferro disponibile nei tessuti e secrezioni è maggiore di 10 µM e pertanto sufficiente alla replicazione microbica e alla formazione della pigmentazione.

Il consumo regolare di alimenti ricchi in ferro e di integratori vitaminici contenenti ioni ferrici durante la gravidanza o la prima infanzia può favorire lo sviluppo di un microbiota cromogeno.

Inoltre, la pigmentazione nera, come anche lo sviluppo di colorazioni o pigmentazioni varie sulla superficie dei denti, è dovuta anche alle proteine salivari ricche di prolina, la quale si lega con composti fenolici e polifenolici presenti negli alimenti vegetali e nelle bevande come il vino rosso.

BLACK STAIN E CARIE

La saliva gioca un ruolo importante nel mantenimento della salute orale e nella protezione dalla carie dentale. Parametri salivari quali pH, capacità tampone e concentrazioni di ioni calcio e fosfato sono fattori carioprotettivi.

Dall’analisi delle BS sono stati riportati livelli superiori di capacità tampone salivare, pH più elevato, concentrazioni più alte di calcio e fosfato e dalla presenza di placca non cariogena. Dimostrando quindi che la presenza di BS è associata a una più bassa tendenza a sviluppare carie.

COME RIMUOVERE LE BLACK STAIN?

Sfortunatamente le classiche manovre di igiene orale domiciliare non sono in grado di rimuovere queste macchie.

Quando si manifestano le BS é bene rivolgersi all’igienista dentale di fiducia che durante la seduta di igiene orale professionale provvederà a rimuovere, non solo placca e tartaro, ma anche queste fastidiose macchie estrinsechemediante ultrasuoni, air flow( polvere veicolata con un getto di aria e acqua), paste per lucidare e gommini.

L’igiene orale professionale però risolve solo momentaneamente i problemi estetici, ma non cura le cause della formazione di questi pigmenti. 😔😔

Quindi è bene seguire qualche piccolo consiglio…😉👍

COME PREVENIRE LA FORMAZIONE DELLE BS?

✅ Eseguire un’ottima igiene orale domiciliare per ridurre la carica batterica.

Non lasciare gli spazzolini da denti a contatto e bagnati nello stesso contenitore. Il bagno infatti, essendo un ambiente caldo-umido, costituisce habitat ottimale per la proliferazione batterica e fungina.

✅ Utilizzare prodotti contenenti Fluoro (dentifrici e collutori), utili per rimineralizzare lo smalto.

✅ Utilizzare, sotto indicazione del proprio igienista dentale/odontoiatra, probiotici e prebiotici sotto forma di integratori… tra tutti la lattoferrina.

LATTOFERRINA E BLACK STAIN

La lattoferrina (o lattotransferrina) è una glicoproteina ad azione antimicrobica e ferro-trasportatrice.

Le proprietà antimicrobiche della lattoferrina sono principalmente dovute ad una duplice azione:

  1. alla capacità di legare il ferro, sottraendolo al metabolismo di quelle specie batteriche che dipendono da esso per la propria moltiplicazione (tra essi i batteri cromogeni)
  2. azione antibatterica diretta (battericida).

La somministrazione di compresse orosolubili a base di lattoferrina, successivamente alla seduta di igiene orale professionale, dimostrano significanti ed entusiasmanti miglioramenti nel prevenire e diminuire la ricomparsa di queste macchie antiestetiche.

Per qualsiasi domanda, curiosità, se vuoi conoscere un prodotto a base di lattoferrina presente in commercio (da assumere solo dopo aver effettuato una valutazione specialistica odontoiatrica)….non esitare a contattarmi!😃😃

Sarò felice di fornirti qualche altro utile consiglio! 😉

Luana

16 Replies to “Le Black Stain”

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